Una casa di famiglia, una storia che continua
Cucina piemontese di tradizione
firmata dallo chef Luca Chiadò Caponet
Dal nostro orto
materie prime di famiglia e del territorio
Cascina del 1893
nel cuore delle Valli di Lanzo
6 camere
colazione fatta in casa
A 40 minuti da Torino
in auto
Una storia fatta di persone
Dal ricordo di una famiglia alla locanda di oggi
Alcuni luoghi che cambiano con il tempo. Altri scelgono di custodire ciò che li rende unici.
La Locanda Vecchio Novecento nasce in una cascina nel cuore di Grosso, nelle Valli di Lanzo: la casa della famiglia, dei nonni Giovanna e Michele, dei ricordi d’infanzia e di quei gesti quotidiani che, proprio perché semplici, finiscono per diventare parte della memoria.
Nel 2006 abbiamo scelto di aprire quelle porte anche agli altri, trasformando la cascina in un luogo dove condividere la nostra idea di cucina e di accoglienza. Senza cancellare ciò che c’era prima: abbiamo aggiunto soltanto quel “filo di trucco” necessario per far vivere ancora oggi l’atmosfera della casa di un tempo.
La storia della Locanda è fatta delle persone che hanno abitato questa casa, di chi oggi se ne prende cura e di chi, nel tempo, ha contribuito a trasformarla senza farle perdere la propria identità
1893
La cascina – La casa della famiglia, dei nonni Giovanna e Michele.
2006
Apre la Locanda – Le porte si aprono agli ospiti: nasce il ristorante.
2024
Le camere del B&B – Una nuova porta: sei camere per fermarsi più a lungo.
Oggi
Ristorante + Locanda – Due parti della stessa storia, ancora in movimento.
LO CHEF
Chef Luca Chiadò Caponet: la cucina come mestiere e passione
Per Luca la cucina parte dalla conoscenza della materia prima e dal rispetto per le ricette della tradizione, ma anche dalla costante curiosità di sperimentare.
È una cucina che non ha bisogno di scegliere tra passato e presente: alcune ricette restano perché appartengono alla nostra identità, altre cambiano insieme a ciò che il territorio offre.
«La qualità comincia dalle materie prime e dal modo in cui vengono trattate»
Fermati alla locanda
Una famiglia, una squadra
Dietro alla Locanda c’è un gruppo che ogni giorno accudisce la casa, l’orto, la cucina, la sala e le camere.
È una dimensione che desideriamo conservare anche mentre la Locanda cresce
Curati, ma mai formali. Attenti, ma senza invadere.
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Piergiuseppe, Alfio e Maria
insieme a Luca, seguono l'orto di famiglia, da cui arriva parte degli ingredienti utilizzati in cucina.
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Stefania
moglie di Luca, si occupa della Locanda e dell'accoglienza, seguendo gli ospiti e la vita quotidiana della casa.
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E poi c'è il resto della squadra:
le persone che lavorano con noi in sala, in cucina e nelle camere e che, nel tempo, sono diventate parte di questa “famiglia allargata”.
Dal 1893, il carattere di una casa
La cascina risale al 1893 e ancora oggi conserva molti dei dettagli che ne raccontano la storia: le tre piccole sale, gli oggetti appartenuti alla famiglia, il putagè a legna, il giardino e l’orto. Nel tempo abbiamo rinnovato gli spazi e dato loro una nuova vita, cercando di mantenere intatto quel carattere raccolto e familiare che le appartiene.
Forse è questo il senso più autentico del nome “Vecchio Novecento”:
conservare qualcosa del passato senza smettere di viverlo nel presente.
A tavola
davanti a un piatto della tradizione.
In giardino
durante una giornata d’estate.
A colazione
quando le camere si riempiono della vita dei nostri ospiti.
locanda vecchio novecento
Una storia più bella da vivere che da raccontare.
Da una cascina di famiglia è nato un ristorante. Poi sono arrivate le camere, l’orto, nuovi ospiti e nuove storie da accogliere.
La Locanda Vecchio Novecento cambia insieme alle persone che la vivono, mantenendo però quel carattere che appartiene alla casa fin dall’inizio. Se vuoi conoscerla davvero, vieni a trovarci.
Il nostro modo di accogliere
C’è una parola che ci piace più di “servizio”: accoglienza.
È fatta di premura, disponibilità e piccoli gesti che fanno sentire ogni persona nel posto giusto. Parliamo italiano, inglese e francese e ci piace accompagnare i nostri ospiti con la stessa attenzione, dalla tavola alla camera.
Perché sentirsi accolti è parte dell’esperienza